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Violenza sulle donne, lo sdegno non basta

La violenza contro le donne e ogni forma di violenza ci portano a un comune sdegno, questo non basta ma impone alla società, a tutti noi il dovere di una presa di posizione. Diventa indispensabile riflettere sull'educazione dei nostri figli, maschi e femmine. Iniziamo tra le nostre mura domestiche, passiamo poi alle scuole e al mondo del lavoro. Dobbiamo tenere presente ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze e soprattutto parlare del fatto che quasi ogni giorno c'è una donna che viene uccisa per mano di chi dovrebbe rispettarla e amarla, parliamo dei (ex)mariti o (ex) fidanzati. Il rispetto per le donne dovrebbe essere spiegato e insegnato già ai bambini e quindi questo valore di vita, come del resto anche tutti gli altri valori di vita, deve partire dal nucleo famigliare. La scuola avrà poi il suo ruolo importantissimo nel insegnamento pratico quotidiano delle regole del rispetto e dello stare insieme. Prima di tutto il rispetto tra uomo e donna, tenendo conto delle differenze emotive e fisiche, fare comprendere che non si deve usare violenza contro nessuno, che sia psicologia o che sia emotiva.
Inutile dire che l'educazione è quella vista dal vivo tra le mura domestiche, dobbiamo in prima linea essere noi adulti a vivere un'educazione che elimina ogni forma di violenza, siamo i primi a dover vivere questo valore nella nostra vita quotidiana davanti ai nostri figlie e alle figlie. Un rapporto genitori figli o figlie basato sulla violenza impedisce importantissime strategie educative, il dialogo e la comunicazione che sono la base del reciproco rispetto in ogni relazione. In famiglia, ma anche fuori da questo contesto, non dovrebbero essere utilizzati film violenti oppure videogiochi aggressivi insieme ai figli che fanno vedere che si assiste a torture e omicidi senza conseguenza di nessun genere.
Iniziamo anche con i figli più piccoli a non fare differenze e distinzioni di ruoli e genere nella propria casa, iniziamo ad affidare anche ai maschi a svolgere lavori di faccende domestiche. Queste faccende che non rientrano nel loro interesse come lo può essere un hobby (di solito i figli maschi vengono lasciati liberi dal contribuire ai lavori in casa per seguire i loro hobby), ma sono necessari per il bene di tutti. Si può cosi sviluppare un "insieme" e i ragazzi possono percepire le ragazze alla pari e questo, sicuramente e un grandissimo passo a combattere la violenza sulle donne. Insegniamo ai ragazzi a rispettare le donne e le loro scelte e insegniamo alle ragazze a rispettare la propria dignità, a dare valore a se stesse, a essere sicure dei propri desideri e a non svalorizzarsi perché si viene svalorizzate dal proprio compagno. Insegniamo che per volersi bene e stare insieme bisogna essere in due a volerlo, che il corpo di una donna non è un oggetto che è a diposizione e che si prende quando si vuole. I padri oggi sicuramente più presenti, devono essere coinvolti ancora di più nell' educazione alla non violenza e al rispetto.
Se pensiamo alla nostra educazione ricevuta dobbiamo anche noi, come genitori, davanti a questa tematica, non fermarci nello sdegno delle notizie sulla violenza sulle donne ma cercare di acquisire sempre nuove competenze in confronto all'educazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze per prevenire- bisogna dire no a ogni forma di violenza.

Articolo scritto dalla Dottoressa Sonja Prinoth
per il "Progetto Mass Media"
pubblicato il 28.10.2017

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